In un recente e incisivo articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano (12 agosto 2026), a firma di Riccardo Falcetta, si punta il dito contro una realtà drammatica ma troppo spesso taciuta: le responsabilità delle multinazionali e l’inerzia delle istituzioni di fronte alle drammatiche cifre di tumori legati all’esposizione a sostanze tossiche e inquinanti.
Un quadro sconvolgente – fatto di decine di migliaia di morti all’anno, spesso causati da esposizioni occupazionali e ambientali a veleni conosciuti ma a lungo ignorati – che svela come il profitto privato continui a essere messo al di sopra della vita umana e dell’integrità del pianeta.
Le parole dell’articolo confermano il valore del nostro impegno

Leggere queste analisi sulle pagine di un quotidiano nazionale non fa che confermare e rafforzare il lavoro che l’associazione Il Mondo di Irene, unita alle tante realtà della Rete Zero PFAS Italia, porta avanti ormai da anni sul campo.
La denuncia dell’articolo riflette punto per punto la nostra missione quotidiana:
- Fare informazione e consapevolezza: rompere il muro di silenzio, disinformazione e minimizzazione eretto da chi produce e utilizza sostanze chimiche nocive, rendendo la cittadinanza consapevole dei rischi e della presenza invisibile dei veleni nell’acqua, nel cibo, nell’aria e nella nostra vita quotidiana.
- Portare la politica alle sue responsabilità: pretendere che le istituzioni – locali, nazionali ed europee – smettano di rimanere a guardare o di cedere ai ricatti economici dei colossi industriali, approvando leggi rigorose, divieti definitivi e normative di tutela reali.
- Difendere la vita in tutte le sue forme: la contaminazione da PFAS e da altre sostanze tossiche, persistenti e cancerogene non è una semplice “questione tecnica” o di numeri; è una minaccia diretta alla salute dell’uomo, alla vita degli animali e all’equilibrio della natura.
Non c’è più tempo per la complicità o il silenzio
I dati e le storie raccontati nell’articolo ricordano a tutti che le contaminazioni ambientali non sono una tragica fatalità, ma il risultato di precise scelte politiche ed economiche. Sostanze come i PFAS (gli “inquinanti eterni”), l’amianto, i pesticidi e i metalli pesanti continuano a mietere vittime nell’indifferenza di chi dovrebbe proteggerci.
Sostenere il lavoro informativo di testate e autori coraggiosi è fondamentale, ma da solo non basta: serve la mobilitazione di ciascuno di noi.
Come associazione Il Mondo di Irene, insieme a tutte le associazioni e i comitati della Rete Zero PFAS Italia, continueremo a batterci con tenacia: nelle piazze, nelle aule istituzionali, nelle scuole e nei tribunali. Continueremo a pretendere la bonifica dei territori inquinati, la messa al bando totale della produzione e dell’uso di tutti i PFAS e la certezza che chi inquina e avvelena paghi.
La salute dei nostri figli, dei lavoratori, degli animali e della nostra terra non può più essere sacrificata sull’altare del profitto e dell’indifferenza della politica.
📌 Leggi l’articolo completo su Il Fatto Quotidiano: Le multinazionali complici sui tumori. E la politica tace

