
Nell’ultima settimana due fatti di cronaca hanno nuovamente messo in discussione il diritto ad esprimere liberamente le proprie opinioni: da un lato, le critiche espresse dal consigliere comunale Alberto Battaggia contro le manifestazioni pro-Palestina organizzate presso l’aeroporto Catullo di Verona; dall’altro, la polemica sulla bandiera palestinese esposta dal gestore del Rifugio “Prospero Marchetti” sul Monte Stivo, a cui la SAT (Società degli Alpinisti Tridentini) ha chiesto la rimozione per ragioni di neutralità dell’associazione.
Due vicende accomunate dallo stesso principio costituzionale contenuto nell’articolo 21 della Costituzione Italiana.
Il Mondo di Irene sostiene la legittimità di entrambe le iniziative. La manifestazione all’aeroporto e l’esposizione della bandiera rappresentano l’espressione della solidarietà a un popolo, sollevando una voce di protesta per sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso un presidio o un simbolo: è l’esercizio diretto di un diritto democratico fondamentale.
Allo stesso modo, contestare tali iniziative — come fatto dal consigliere del Comune di Verona Alberto Battaggia — rientra appieno nel diritto di critica. La politica e le opinioni altrui si possono e si devono poter argomentare o disapprovare liberamente. Diverso e inaccettabile è invece chiedere di limitare o di vietare queste manifestazioni. Sentenziare quali idee abbiano diritto di cittadinanza e quali no in base alla propria vicinanza ideologica è una scorciatoia pericolosa. La democrazia non protegge solo il pensiero che ci piace, ma soprattutto quello che ci scontenta o ci provoca.
Affermare che la libertà di espressione sia un pilastro non significa sostenere che sia priva di confini. Questo diritto trova il suo unico, invalicabile limite nelle normative e leggi in vigore. L’espressione delle proprie idee può essere limitata o sanzionata unicamente quando travalica nella violazione di norme di legge: dal reato di istigazione all’odio o alla violenza, alla diffamazione, fino all’apologia di reato o alla violazione delle disposizioni in materia di pubblica sicurezza e di gestione dei beni condivisi. Qualsiasi compressione di questo diritto non può avvenire per simpatia o opportunità politica, ma solo ed esclusivamente tramite l’applicazione delle leggi dell’ordinamento.

Il Mondo di Irene si batte per una società in cui il dibattito, anche aspro, rimanga garantito. Che si tratti di un’aula consiliare, di una piazzale di un aeroporto o della cima di una montagna, difendere la libertà di pensiero — purché nell’alveo della legalità — è l’unica vera garanzia per la libertà di tutti.

